Dossi e fossi fan pari

Così recita un detto toscano che si riferisce alla geografia collinare tipica della regione

A Cellamare, più che alla conformazione geografica, ci si riferisce proprio ai dossi, quelli artificiali, sistemati lungo le strade ed alle buche presenti sul manto stradale. Si possono trovare di frequente sui social “post” su questo argomento con le classiche divergenze di opinione tra i fautori di questi dissuasori di velocità e chi, invece, li ritiene addirittura peggio delle stesse buche.

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Un post su fb di un paio di settimane fa

Senza entrare nel merito di questa disputa resta, purtroppo, il fatto oggettivo che i dossi presenti sulle strade cellamaresi sono tutti “illegali” ovvero non conformi alle norme vigenti.

Il Regolamento di esecuzione e di attuazione del Nuovo Codice della Strada, infatti, prescrive all’art. 179 in maniera molto precisa come debbano essere realizzati ma, come probabilmente chi ci segue già immagina, qui a Cellamare l’interpretazione è un po’ a caso, un po’ come per i numeri.

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Commi da 5 a 7 dell’art. 179 del Regolamento di esecuzione e di attuazione del Nuovo Codice della Strada

Succede, allora che la “o” del comma 6 sia interpretata come una “e” dando vita ai famosi “dossi artificiali misti” (in foto) dei quali i nostri amministratori forse chiederanno di ottenere il brevetto oppure che, visto che 30 è minore di 50 (lettera a del comma 6), non abbiano fatto caso che esiste anche una lettera c dello stesso comma che prescrive una larghezza minima di 120 cm.

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Tipico esempio di “dosso misto alla cellamarese” realizzato in materiale plastico e conglomerato

Oltre alle difformità di realizzazione troviamo poi tutta una serie di irregolarità che vanno dalla presenza di dossi non segnalati (ad esempio imboccando via Losurdo da via Rutigliano) a quelli segnalati non regolarmente (segnalazione a meno di 20 metri dal dosso) per arrivare all’assenza dell’indicazione dell’ordinanza di istituzione del segnale di prescrizione.

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A sinistra: segnalazione di serie di dossi (in realtà ne esiste uno solo) posta ben al di sotto dei “20 metri prima” previsti dalla norma. A destra: retro di un segnale che evidenzia la mancata indicazione dei riferimenti all’ordinanza di istituzione

D’altra parte, se è vero che una sentenza della Corte di Cassazione ha di fatto eliminato l’obbligo di  indicare gli estremi dell’ordinanza sul retro dei segnali, non ha di certo variato il comma 9 (sempre dell’art. 179 del Regolamento di attuazione del CdS) che prevede che “Tutti i tipi di rallentatori sono posti in opera previa ordinanza dell’ente proprietario della strada che ne determina il tipo e la ubicazione”

Siamo certi che ogni installazione di dossi nelle vie di Cellamare sia stata preceduta da una regolare ordinanza di istituzione da parte dell’amministrazione, ma noi non siamo riusciti a trovarne traccia sul sito ufficiale del Comune.

Ma la “trasgressione” forse più grave è costituita dall’installazione di dossi su percorsi “preferenziali per servizi di soccorso o di pronto intervento” il cui divieto è prescritto al comma 5 del già citato articolo 179.

piantina 2005_ridotta

Ci sembra fin troppo evidente quali siano, all’interno del nostro comune, le strade principali di scorrimento ma constatiamo che in 3 di queste su 4 sono presenti dossi artificiali nonostante l’esplicito divieto già ricordato.

Vogliamo chiudere, però, con una buona notizia, abbiamo trovato l’ordinanza di istituzione  del più grande (si estende per circa 30 metri), e probabilmente più discusso, dosso artificiale di Cellamare, quello di via Marconi.

Dosso via Marconi
Stralcio dell’Ordinanza N. 18 del 04-07-2016

Nella delibera si parla di “dosso artificiale” anche se ci sono numerosi dibattiti sulla possibilità che rialzi a livello dei marciapiedi possano ritenersi “dossi” e in realtà il Ministero dei Lavori Pubblici li definisce “speed tables” nelle sue Linee guida per la redazione dei piani per la sicurezza stradale urbana.

Foto dosso via Marconi_ridotta
Parziale dello “speed table” di Via Marconi

Anche in questo caso, comunque, siamo difronte a irregolarità, visto che l’altezza del dosso di via Marconi è ben oltre i 7 cm. stabiliti come massima possibile per i dossi artificiali dal più volte citato regolamento.

Via Marconi

Tra l’altro, a giudicare da quanto riportato su facebook (foto sopra) da un cittadino cellamarese, non ci sembra granché rispettato l’obbligo previsto di “adottare idonee misure per l’allontanamento delle acque“.

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Verificata, quindi, l’irregolarità di tutti i dissuasori di velocità del territorio cellamarese, segnaliamo che, come sottolineato già nel 2011 dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, gli stessi andrebbero immediatamente rimossi.

Quando si superano i limiti

Terno secco in cadenza 0 sulla ruota di Cellamare

O meglio, “quando si superano i limiti?” è la domanda che i cittadini cellamaresi devono farsi quando rientrano nel proprio comune. Ciò avviene perchè variando la strada di ingresso al paese varia il limite di velocità situato al di sotto del segnale di inizio centro abitato.

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Ingresso dalla provinciale 98 (Via Bari): nessuna prescrizione, quindi limite di velocità 50 Km/h

Il legittimo dubbio nasce dal fatto che in realtà il segnale di inizio centro abitato è definito un “segnale a validità zonale” e proprio per questo, come previsto dall’art. 131 comma 4 del Regolamento di esecuzione e di attuazione del Nuovo Codice della Strada, non è necessario aggiungere i due segnali di prescrizione di limite di velocità (N.d.A.: 50 Km/h) e di divieto di segnalazioni acustiche, in quanto già previsti rispettivamente agli articoli 142, comma 1, e 156, comma 3, del codice.

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Ingresso da Corso Roma (Via Capurso) limite di velocità 40 Km/h

D’altra parte lo stesso art. 131 comma 4 recita “Eventuali altre prescrizioni valide per l’intero centro abitato possono essere rese note con il corrispondente segnale installato in abbinamento a quello di INIZIO CENTRO ABITATO” e, poiché è legittimo che il comune possa fissare limiti diversi da quelli previsti al comma 1 del già citato articolo 142 ne discende che il limite di velocità riportato in abbinamento all’inizio di centro abitato è valido in tutto il centro urbano.

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Ingresso da provinciale 99 (Via Noicattaro): nessuna prescrizione, quindi limite di velocità 50 Km/h

Riepilogando, nei centri urbani il limite di velocità previsto dal C.d.S. è di 50 Km/h; se un comune volesse, legittimamente, imporre un limite più basso sulla propria rete viaria, potrebbe inserire il segnale in abbinamento a quello di inizio centro abitato rendendolo così “a validità zonale” ed evitando quindi l’obbligo di dover ripetere il segnale dopo ogni intersezione come previsto dall’art. 104 comma 2 del Regolamento di esecuzione e di attuazione del Nuovo Codice della Strada.

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Ingresso da via Casamassima limite di velocità 30 Km/h

In definitiva se si arriva da Casamassima il limite a Cellamare è di 30 Km/h, se si viene da Capurso di 40 e se, invece si entra arrivando dalla statale 100 o dalla provinciale 99 (da Noicattaro) di 50 Km/h. Chissà, forse vale la pena di giocarselo questo terno secco 30, 40 e 50 su Bari e Tutte.

 

In che senso…?

L’istituzione del senso unico di marcia in corso Roma solleva polemiche tra gli amministratori e tra i cittadini

Nell’attuale clima politico cellamarese ogni occasione è buona per stigmatizzare l’operato dell’avversario di turno.

Questa volta tocca all’ex assessore ed ex “consigliere di maggioranza” Gianluca Vurchio che, poche ore dopo la sua entrata in vigore (N.d.A.: 3/4/2018), esprime sui social le sue osservazioni sull’ordinanza che istituisce il senso unico di marcia per una parte di corso Roma.

Come specificherà poi sui media, il suo dissenso non è tanto nel merito quanto nel “modus operandi”. L’aspetto, però, che colpisce di più è la girandola di opinioni che si è scatenata sui social tra i cittadini.

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Chi vuole corso Roma in un senso, chi nell’altro, chi sostiene che sarebbe stato sufficiente istituire il divieto di sosta su entrambi i lati chi ritiene, invece, che sarebbe stato meglio istituirlo su uno solo.

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Il divieto di sosta nel tratto iniziale di corso Roma attivo sino al 2 aprile scorso

C’è anche qualcuno che si accorge che il divieto di sosta era già presente su un lato, quanto meno nel tratto più problematico, cioè quello che si innesta sulla piazza e che ospita il 50% delle numerosissime attività commerciali (N.d.A.: 4 in tutto) che insistono su corso Roma e che qualcuno (vedi foto) giudica in forte aumento, infatti qualche anno fa erano solo 5.

Divieto_B

Alcuni sostengono, quindi, che sarebbe bastato far rispettare i divieti già esistenti, magari elevando qualche multa, ma c’è chi ribatte che tra carenze di organico nella polizia municipale e “familiarità” tipica di un piccolo comune ciò sarebbe difficile e si arriva allora ad invocare il “senso civico”.

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Rifiuti di ogni genere lungo la strada che porta da via Casamassima alla provinciale 84. Sulla sinistra il palo con il cartello di Divieto di discarica – Zona videosorvegliata

A questo punto, purtroppo, bisogna fare l’amara riflessione che questo invocato senso civico non è così diffuso tra i nostri cittadini come sbandierato in rete, altrimenti non si spiegherebbe la gran varietà di auto (prive di contrassegno) che sostano quotidianamente occupando i diversi stalli riservati ai disabili o la gran quantità di rifiuti di ogni genere abbandonati lungo le strade secondarie o in prossimità degli svincoli della vicina statale.

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Piccolo esempio delle tante auto che nel corso della giornata si alternano occupando gli stalli cittadini riservati ai disabili: da sinistra a destra: BMW, FIAT, AUDI, OPEL e ancora OPEL

Sembra opportuno rimarcare però che, pur auspicando un comportamento più rispettoso delle norme vigenti da parte di tutti, chi è deputato a garantirne il rispetto ed ha gli strumenti per farlo è certamente il Comune tramite il corpo di Polizia Municipale che è chiamato, nell’ambito del suo territorio di competenza, a garantire l’osservanza delle leggi e dei regolamenti.