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Oggi parliamo di Documento Programmatico per la Rigenerazione Urbana

D’accordo, i più giovani certamente si chiederanno cosa mai voglia dire questo titolo ma, visto che oramai il “burocratichese” ed il “politichese” fanno un uso più che abbondante di acronimi abbiamo, per assonanza, voluto fare un omaggio ad uno dei programmi più rivoluzionari della RAI che, certamente, chiunque sia stato bimbo o ragazzino negli anni ’70 e fino ai primi ’80 ricorderà e con piacere.

Oggi, però, non ci occupiamo di fumetti ma di DPRU. Ne avevamo già accennato in un altro articolo ma è un argomento che merita ulteriori approfondimenti.

Questo documento nasce con la Legge Regionale n° 21 del 29 luglio 2008 che ne individua finalità e contenuti ma, come relazionato dal dr. Giovanni Digioia durante il Consiglio Comunale del 29 agosto 2017, il Comune di Cellamare non aveva mai sentito la necessità di dotarsene fino a che la Regione Puglia non ha iniziato a chiedere il DPRU nei bandi di gara per l’ottenimento di fondi destinati, appunto, alla rigenerazione urbana.

E’ sempre più evidente nei bandi della Regione Puglia, tra cui uno a cui noi ci accingiamo a partecipare scadente il 29 settembre, richiedere l’obbligatorietà di questo documento di rigenerazione urbana, che ci stiamo accingendo oggi ad
adottare e poi, successivamente, per i prossimi 20 giorni sarà a disposizione presso l’ufficio tecnico per eventuali osservazioni, e fra 20, 22 giorni, quindi, intorno al 24, 25 settembre, sarà approvato, prima del 29 settembre, che è la data di scadenza del bando regionale, a cui c’è la volontà di questa amministrazione di partecipare.

Dall’intervento dell’assessore Digioia durante il C.C. del 29 agosto 2017

Da qui parte l’iter per la realizzazione, il bando del quale parla il dr. Digioia viene pubblicato sul BURP n°59 del 23 maggio 2017 ed ha una prima scadenza al 22 luglio 2017, rinviata una prima volta con determinazione n.34 del 28.06.2017 del dirigente della Sezione Urbanistica all’undici settembre (N.d.A.: verrà ulteriormente rinviata prima al 29 settembre come indicato dal Digioia ed infine al 16 ottobre 2017).

Il primo passo è la condivisione delle problematiche urbane con i soggetti pubblici e privati, cittadini, associazioni e vari “portatori di interesse”, ciò viene realizzato con la convocazione di un “forum” il 27 giugno 2017 (N.d.A.: ripetuto poi il 29 dello stesso mese).

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Foto inserita dall’assessore Digioia in un post su Fb in data 24 giugno 2017

Qualche perplessità sulla reale volontà di avvalersi dei suggerimenti e dei questionari distribuiti in questa occasione resta, considerando che il 27 giugno la scadenza del bando era ancora fissata al 22 luglio e, dato che il DPRU come lo stesso Digioia afferma deve “sostare” presso la Segreteria Comunale per 20 giorni per eventuali osservazioni, sarebbero rimasti poco più di 2 giorni all’amministrazione per predisporre ed adottare il DPRU in modo da depositarlo in segreteria entro il 2 luglio e poterlo approvare ed inviare tutta la documentazione in Regione entro le ore 12.00 del 22 luglio 2017.

Ma, al di là dei dubbi, torniamo, come al solito, ai fatti. L’iter procede con l’affidamento dell’incarico ad un professionista, in data 1 agosto 2017, che, a tempo di record, il 10 dello stesso mese (in 9 giorni compreso sabato e domenica agostani) consegna il frutto del suo lavoro che viene approvato, durante il Consiglio Comunale già ricordato, il 29 agosto e che sarà successivamente saldato per 6000 euro al netto di CNAP e IVA per un totale di 7612,80 euro come da determina dirigenziale del 4 dicembre 2017.

Analizziamo allora alcuni aspetti di questo documento che ha suscitato un interessante e vivace dibattito in Consiglio Comunale (N.d.A.: sempre quello del 29 agosto scorso) tra l’assessore Digioia e i consiglieri Salvemini e Vurchio.

L’elaborato inizia, dopo le prime due pagine di Indice, con la pagina 3 affrontando la “PARTE ANALITICA” che al punto 1 introduce il documento stesso sino a pagina 8, con qualche somiglianza con il DPRU approvato dal  Consiglio Comunale di Polignano il 23 dicembre 2016 .

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Pagina 3 del DPRU di Cellamare a sinistra, a destra stessa pagina del DPRU di Polignano. I due elaborati proseguono identici fino a pagina 8 del DPRU di Cellamare

Si passa quindi al punto 2, “IL QUADRO CONOSCITIVO” che, dopo qualche dato geografico, si concentra sui cenni storici che, per quanto manchi una bibliografia, sono certamente tratti dalle stesse fonti utilizzate da Ciro Roselli nel suo Conoscere la provincia di Bari  del 2009 o dallo stesso consigliere Laporta per Cella Amoris terra d’amare del 2004.

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In alto: pag. 10, 11 e 12 del libro del dr. Michele Laporta. In basso: pag.11 e 12 del DPRU di Cellamare

A seguire, l’intero paragrafo 2.2 da pagina 15 a pag. 32 è, come correttamente segnalato dall’autore, preso di sana pianta dal PTTR  della Regione Puglia approvato il 16 febbraio 2015.

Comincia poi a pagina 36 l’analisi demografica del territorio (punto 3) che, come già accennato in Tutti pronti al ballottaggio?, utilizza dati già noti provenienti in massima parte da dati ISTAT o loro elaborazioni e nella maggior parte con citazione della fonte da parte dell’autore.

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In alto: pag. 57 e 58 del libro di Ciro Roselli. In basso: pag.12 e 13 del DPRU di Cellamare

Il punto 4, quello dei “FENOMENI E BISOGNI SOCIALI EMERGENTI” fa riferimento al III Piano Sociale di Zona triennio 2014-2016, approvato dal Coordinamento Istituzionale di Ambito del quale faceva parte l’ex assessore Gianluca Vurchio, e ne riprende i dati.

Nel successivo punto 5 si occupa dell’analisi del sistema insediativo urbano che ha presumibilmente le stesse fonti del capitolo “Sviluppo urbanistico da terra aperta a villaggio fortificato” a pagina 62 del già citato libro del dr. Laporta che certamente riconoscerà le foto da lui utilizzate da pagina 63 a pagina 65.

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Foto inserite nel DPRU. Da sinistra a destra: pag.60, 58 e 59

Al punto 6 si parla di “RIGENERAZIONE URBANA” in termini generali per poi affrontare nel punto 7 l’individuazione dei 3 ambiti di intervento nel territorio cellamarese.

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A sinistra il DPRU di Cellamare (commissionato il 1 agosto 2017), a destra il DPRU di Polignano (approvato il 23 dicembre 2016)

Il punto 8 tratta di “PARTECIPAZIONE, INFORMAZIONE, COINVOLGIMENTO” per arrivare ad un punto centrale, il 9,  e cioè “I CRITERI PER VALUTARE LA FATTIBILITA’ DEI PROGRAMMI” che, ovviamente, essendo sempre gli stessi sono assolutamente identici a quelli riportati nel DPRU polignanese, errori compresi.

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A sinistra il DPRU di Cellamare, a destra il DPRU di Polignano

Il Documento si conclude con il punto 10 riguardante “IL COINVOLGIMENTO DEI SOGGETTI PUBBLICI E DEI SOGGETTI PRIVATI” e che, come il precedente, è assolutamente identico al DPRU di Polignano.

In conclusione, nel sottolineare che non è nostra intenzione giudicare in alcun modo il lavoro svolto da professionisti che hanno legittimamente ottemperato ad un incarico ricevuto, vogliamo semplicemente invitare tutti coloro che hanno a cuore le vicende cellamaresi a leggere questo documento (disponibile sul sito del comune, così come disponibile sul sito del comune di Polignano è il DPRU della cittadina costiera) come abbiamo fatto noi e, magari, anche a leggere il verbale del Consiglio nel quale è stato approvato.

Una cosa è certa, come diceva un noto giornalista televisivo qualche anno fa, la domanda nasce spontanea: “Ma quale diavolo è il secondo criterio per valutare la fattibilità dei programmi?”

Questi fantasmi (atto I)

Dove c’è un castello non possono non esserci dei fantasmi

Si sa, uno dei binomi più classici nelle arti narrative di genere, dalla letteratura al cinema è il fantasma e il castello. In questo caso però, non ci riferiamo tanto ai classici spettri da “Ghostbuster”, quanto a quello che rappresenta il significato originale del termine e cioè “Immagine non corrispondente a realtà, cosa inesistente, illusoria“.

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E di questi fantasmi Cellamare è piena, dentro e fuori il castello. Iniziando dall’interno troviamo subito la Biblioteca Comunale inaugurata il 23 maggio 2009 ma della quale non troviamo traccia se non in alcune delibere comunali riguardanti l’acquisto di arredi ad essa destinati.

In realtà c’è da considerare che il castello è stato oggetto di ristrutturazioni ma, innegabilmente, la biblioteca, a quasi due anni dal completamento dei lavori e nove anni dalla sua inaugurazione, di fatto, non esiste.

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Poco meno di una settimana più tardi, il 29 maggio 2009 (N.d.A.: nel 2009 si votò per le amministrative il 6 e 7 giugno) si posava la prima pietra di una delle più ambiziose opere pubbliche concepite nel nostro territorio e probabilmente il più clamoroso fantasma: La Cittadella dello Sport.

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A sinistra il tabellone posizionato all’ingresso dell’impianto sportivo di Viale Olimpia nel 2009 (prima delle amministrative), a destra lo stesso tabellone oggi

Progetto da circa 6,2 milioni di euro, 3 dei quali ricavati dagli oneri di urbanizzazione secondaria dovuti per un altro fantasma, la zona relativa al Piano di Insediamento Produttivo (P.I.P), in base alla convenzione stipulata il 06/11/2008 rep.177315, raccolta 28258, per Notaio Ernesto Fornaro di Bari, con la Società “Gruppo Nitti s.r.l.” di Bari.

 

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In alto un articola da “La Gazzetta del Mezzogiorno” del 19/11/2008. In basso una foto dell’impianto scattata a maggio 2018

Il quarto fantasma riguarda la zona detta dell’ex pollaio situata tra via Gorizia e via Isonzo dove sarebbe dovuto sorgere un parco urbano facente parte della progettazione del P.I.R.P. (Piano Integrato di Riqualificazione delle Periferie) e con previsione di finanziamento mediante project financing. 

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Parziale della zona dell’ex pollaio vista da via Isonzo

Questa progettazione preliminare, approvata nel 2007 ed utilizzata per la partecipazione del Comune di Cellamare al bando emesso dalla Regione Puglia, fu affidata ad una ditta di servizi di ingegneria e consulenza tecnica per un importo di oltre 260.000 euro.

Prima che cali il sipario su questo primo atto non possiamo non citare un caso che, pur non utilizzando fondi pubblici, resta di grande interesse perché è il fantasma che domina dall’alto la nostra intera cittadina: il TerrAlta Hotel e Sporting Club.

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In alto un giornale dell’epoca. In basso il cantiere (fermo da anni) ad oggi

La posa della prima pietra (N.d.A.: le foto sono state eliminate, presumibilmente dal curatore del blog. Non siamo a conoscenza della motivazione) fu celebrata in pompa magna il 25 ottobre del 2008. Nella foto sopra la realizzazione a distanza di circa dieci anni.