Cellamare, il bilancio della discordia

Lo strano caso della maggioranza….senza maggioranza

English bandiera-inghilterra

Da mesi ormai assistiamo a scambi reciproci di complimenti, attestazioni di stima e di affetto tra i componenti la nostra amministrazione comunale, manifestati sia “de visu” in Consiglio Comunale, sia utilizzando i media: stampa, facebook, twitter.

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Da sinistra a destra i 7 consiglieri astenuti nella votazione per il bilancio: M.Salvemini, V.Pizzi (nascosta), N.Digioia, P.Positano, A.E.Zammataro, M.Laporta e G.Vurchio

Si potrebbe fare un lungo elenco delle stoccate, parate e risposte (per utilizzare un gergo schermistico tentando di dare al tutto un’aria più “nobile”) intercorse tra la gran parte dei nostri consiglieri comunali ma se volete approfondire basta cercare sui “social” o su testate giornalistiche locali quali Maxima Notizie o ventiquattro.it

Qui interessa di più analizzare i fatti e, nello specifico, l’approvazione del bilancio triennale di previsione (consultabile sul  sito del Comune) votata nel corso dell’ultima riunione dell’assemblea cittadina tenutasi il 15 marzo.

Senza entrare nel merito del bilancio, che pure ha visto un dibattito piuttosto acceso all’interno del Consiglio, il fatto che appare anomalo è che l’approvazione è avvenuta con il voto favorevole di soli 5 consiglieri sui 12 presenti (N.d.A: di 13 totali).

Questa “stranezza” è resa possibile dal comma 5 dell’articolo 25 del vigente Statuto Comunale che consente che questioni anche di grande rilevanza possano essere adottate dall’assemblea, in assenza di voti contrari, anche con il voto favorevole di un unico consigliere.

Art.25Statuto
Articolo 25 dello Statuto del Comune di Cellamare (dal sito ufficiale del Comune)

Il comma 5 sembrerebbe (N.d.A.: il condizionale è d’obbligo non avendo reperito il documento ufficiale) frutto di una modifica dello statuto apportata dalla precedente amministrazione guidata da Michele Laporta.

Art.38RegolamentoConsiglio
Articolo 38 del Regolamento sul funzionamento del Consiglio Comunale (dal sito ufficiale del Comune)

Cercando, come già dichiarato, di restare ai fatti,  rileviamo però che quanto previsto dallo statuto è di quanto meno dubbia compatibilità con ciò che prescrive il Regolamento sul funzionamento del Consiglio Comunale all’articolo 38.

L’incongruenza tra i due documenti farebbe effettivamente propendere per l’ipotesi di una modifica posticcia allo Statuto non coordinata con il dettato del Regolamento.

4 pensieri riguardo “Cellamare, il bilancio della discordia”

  1. Lo Statuto Comunale vigente è stato approvato con delib di Consiglio Comunale n. A 14 del 9 luglio 2002. Quindi in data antecedente al mio mandato di Sindaco.
    Michele Laporta

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    1. Gent.mo dr. Laporta, nel ringraziarla per l’attenzione accordataci ed augurandoci che continui a seguirci in futuro, facciamo notare che nell’articolo non si fa riferimento all’approvazione dello Statuto che, peraltro, riporta ben evidente sul suo frontespizio la data da lei ricordata, bensì ad una eventuale variazione del comma 5 dell’articolo 25 che “voci” non confermate (come descritto nel testo mediante l’utilizzo del condizionale e sottolineando di non aver reperito alcuna fonte ufficiale) attribuivano all’amministrazione da lei guidata.
      D’altra parte il fulcro dell’articolo, come avrà certamente rilevato, è la marchiana contraddizione tra il già citato articolo dello Statuto e l’articolo 38 (comma 1) del Regolamento sul funzionamento del Consiglio Comunale approvato con deliberazione di C.C. n. 6 del 26/01/2006 durante il suo primo mandato da Sindaco.

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      1. Gent.mo dr. Morbius, se ci fossero state mofiche, sul frontespizio dello statuto pubblicato sul sito istituzionale del comune, sarebbe riportato: “…..e successive modifiche ed integrazioni”. D’altra parte immagino che il segretario comunale, garante della trasparenza del sito istituzionale, non avrebbe potuto omettere i riferimenti dell’atto amministrativo con cui sarebbero state introdotte le presunte modifiche. Personalmente condivido quanto previsto dal regolamento di funzionamento del consiglio comunale a proposito di voto favorevole della maggioranza assoluta dei votanti, quorum deliberativo necessario per l’approvazione del bilancio, del rendiconto e dei regolamenti comunali, così come previsto dalla normativa statale di riferimento. Ritengo che quando nel 2006 abbiamo introdotto per la prima volta il regolamento di funzionamento del consiglio comunale, avremmo dovuto allineare lo statuto comunale. Contando costantemente sulla disponibilità della maggioranza assoluta dei votanti probabilmente abbiamo dato poco peso a tale allineamento. Oggi mi sembra che le condizioni siano diverse

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      2. Lieti di ospitare nuovamente un suo intervento. Ci sfugge il suo “accanimento terapeutico” sulla questione dell’eventuale modifica che, come già detto nella precedente risposta, era una voce raccolta ed inserita sottolineandone la natura non confermata, in eccezione alla nostra politica di pubblicare dati oggettivi, solo perché avrebbe potuto spiegare in qualche modo la discrepanza tra Statuto e Regolamento.
        Siamo assolutamente d’accordo con lei per quanto riguarda, invece, la seconda parte del suo intervento che, in realtà, coincide con l’intento del nostro articolo visto che, come lei stesso ci conferma sostenendo “avremmo dovuto allineare lo statuto comunale”, il comma 1 dell’art. 38 del Regolamento risulta del tutto inutile in quanto superato dal dettato statutario preesistente portando all’attuale non comune situazione di approvazioni ottenute con 5 voti favorevoli su 11 o 12 presenti, situazione che rappresenta il motivo stesso dell’articolo.
        Ci auguriamo, per l’amore che abbiamo, e che siamo certi condivida, per la democrazia e per questa comunità, che chiunque amministrerà il paese in futuro, magari anche con il suo supporto, possa sanare questa e tante altre questioni che, da parte nostra, continueremo a segnalare sperando di contribuire ad un miglioramento che, come ben sa, non può esserci senza la consapevolezza dei propri limiti.
        Restiamo a disposizione per qualsiasi suo ulteriore intervento, contributo o suggerimento.

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